Psicologia dell’Arte

Luciana d’Onofrio nelle sue opere cerca di sondare la psiche umana e – attraverso linguaggi visivi inediti – riesce a schiudere i regni della immaginazione e del sogno facendo risuonare la voce degli stati d’animo.

Tramite le sue opere d’arte riesce a creare vibrazioni emotive mettendo in gioco la sensibilità stessa dell’osservatore, conducendo così in un suo viaggio, negli affascinanti territori dell’anima.

Nelle sue opere la ricerca di un alfabeto delle emozioni si affianca ad una interessante sperimentazione di procedimenti tecnici sfociando in un percorso che si addentra in un itinerario tematico tra luci e ombre, attraverso lo stato d’animo a cui la D’Onofrio ha dato la forma visiva.

Il percorso di Luciana si identifica nella Psicologia dell’Arte, disciplina che si occupa di indagare e spiegare i processi dei soggetti coinvolti nelle esperienze di produzione e di funzione di una opera d’arte.

Luciana è così capace di trasformare i materiali grezzi dell’inconscio nel capolavoro artistico: come una sorta di profeta, ne possiede la capacità ed il “linguaggio”.

Il nucleo centrale del suo lavoro artistico è il movimento, la trasformazione, l’energia, rappresentato attraverso la realizzazione di un universo infinito in continua espansione. L’infinito è dentro e fuori di noi. Lo spazio in realtà è quello interiore, è l’uomo alla ricerca di se stesso. Attraversando il muro per andare oltre, oltre le chiusure, oltre la freddezza, oltre gli schemi, si arriva ad un’apertura mentale che crea ricerca continua.

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